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Faccette in ceramica e sorrisi di plastica.

Tutti desiderano un sorriso perfetto, caratterizzato da denti allineati, dritti, bianchi, brillanti ed in perfetta armonia con il proprio viso.

Ma se questo è vero, perché in giro e sui social si vedono sempre più uomini e donne, di tutte le età, con sorrisi finti, di un bianco innaturale ed appariscente, bocche omologate a stereotipi che non rappresentano affatto l’idea di bellezza ma piuttosto un concetto di finto ed artefatto?

Negli ultimi anni l’attenzione all’estetica del sorriso è sicuramente aumentata, complici l’utilizzo dei social e la facilità con cui si possono condividere i propri momenti di felicità e gioia.

Il mercato dentale ha risposto prontamente a questa esigenza in maniera massiva e rapida.

Ha reagito in un modo fino a poco tempo fa impensabile!

Le cliniche low-cost per prime, aiutate dalle nuove tecnologie digitali, hanno adottato in maniera rapida un protocollo di produzione e vendita su larga scala di faccette in ceramica o altri materiali spacciati per tale, che ha invaso e condizionato il mercato anche italiano. Attualmente sempre più studi odontoiatrici italiani, infatti, per competere con le strutture oltre confine, hanno adottato gli stessi protocolli e utilizzano gli stessi prodotti.

Quello che attira i Pazienti, inconsapevoli del danno, spesso irreversibile che stanno per fare al proprio sorriso, è il desiderio di denti bianchi, la promessa di rapidità di esecuzione ed il costo estremamente contenuto.

Il risultato finale reale però è sempre molto distante dalle aspettative ed il vero affare non lo fanno di certo i Pazienti.

Le ceramiche con cui vengono realizzate questo tipo di faccette che potremmo definire low-cost, sono ceramiche pressate o fresate, caratterizzate da un’unica massa monocolore e senza translucenze.

Le forme di queste faccette sono grossolane, non armoniose, non rispettano alcun canone di bellezza ed eleganza. Per realizzarle, infatti, si utilizzano librerie digitali di forme di denti e molto spesso vengono poi adattate, con trapano e fresa, in bocca agli stessi Pazienti dopo la cementazione.

Gli spessori sono generalmente notevoli e quando vengono applicate senza “preparare” il dente sottostante, creano bordi rilevati e scalini che diventano nel tempo causa di infiltrazioni batteriche, infiammazione gengivali, parodontite carie.

L’adesione al dente sottostante di queste faccette è solitamente scarsa, alcuni tipi di queste ceramiche non possono essere “mordenzate” (procedura acida che ne aumenta la capacità adesiva) e nei momenti meno opportuni ed improvvisamente, tendono a staccarsi.

La scarsa qualità di queste faccette, per i costi ridotti e i margini di guadagno alti, vengono vendute puntando alla quantità. I Pazienti, anche quando potrebbero risolvere il loro caso con sole 4 – 6 – 8 faccette, si trovano, a fine seduta con bocche dove sono state appiccicate dalle 10 alle 20 faccette.

Un Paziente che incappa in una situazione del genere, dopo i primi tempi dove crede di aver fatto l’affare della propria vita, comincia, con l’uso quotidiano, fatto di forze masticatorie notevoli, sbalzi di temperature dovuti a cibi molto caldi o molto freddi, difficolta a mantenere l’igiene, sorrisi, relazioni sociali, rotture o distacchi delle faccette ed inconvenienti vari che nel tempo diventano sempre più frequenti, a capire che non tutto è andato come si aspettava. Il sogno è diventato un incubo.

A questo punto può intraprendere due strade:

  1. Si rivolge di nuovo a chi lo ha curato la prima volta, nella ingenua e vana speranza di veder risolti i propri problemi senza spender altri soldi.
  2. Decide di mettere una pietra sul passato e ricominciare daccapo affidandosi a un professionista competente e capace cosi da risolvere definitivamente i propri problemi.

È proprio qui che sempre più spesso inizia il mio lavoro.

Un lavoro che sarebbe stato più semplice, meno invasivo e più economico, se il Paziente si fosse affidato a me fin dall’inizio, anziché per riparare errori altrui.

Queste situazioni cosi compromesse sono spesso sfide grandi per me, perché oltre alle mie abilità tecniche e conoscenze cliniche e scientifiche, mi sfidano sul terreno cedevole del riconquistare una fiducia nella mia professione che il Paziente ha purtroppo perso da tempo, a causa delle sue pregresse esperienze.

Sono però queste difficoltà che rendono avvincete la mia professione e posso dire che i risultati a cui arriviamo io, il mio Team e i Pazienti che a me si affidano sono davvero soddisfacenti, belli e duraturi.