Enrico Piccolo, Salute33, anno 9 n°89, GENNAIO 2026
Un po’ di sangue sullo spazzolino, una gengiva appena un po’ gonfia o che si retrae leggermente, un bordino scuro attorno al dente, il grigio metallico di un impianto che traspare attraverso la gengiva, sono piccoli e spesso trascurati segnali di qualcosa che potrebbe essere più grave: la malattia Parodontale.
La Parodontite, o Piorrea, è una malattia cronica, ad eziogenesi multifattoriale su base infiammatoria, a carico dei tessuti molli e duri dei denti e degli impianti (in questo caso definita più correttamente: Perimplantite).
Il decorso di questa malattia, spesso del tutto asintomatico o caratterizzato da piccoli se non trascurabili “fastidi”, è lento, lungo e inesorabilmente porta alla perdita dei denti e degli impianti.
Come una spina che pian piano si insinua tra unghia e polpastrello del dito, provocando infiammazione, dolore, infezione e perdita dell’unghia, cosi tartaro e batteri avanzano nello spazio che si viene a generare tra la radice del dente e gengiva: la tasca parodontale. In questo spazio, i batteri si organizzano in un microbioma sempre più stabile e strutturato che porta alla progressiva distruzione del legamento parodontale e dell‘osso alveolare a sostegno dei denti.
Il danno che la malattia parodontale innesca, però, è molto più esteso e grave di quanto può ad una prima analisi apparire.
Sempre più studi scientifici, infatti, evidenziano una correlazione tra malattie sistemiche e Parodontite.
E’ provato che la Parodontite è associata a 57 patologie sistemiche. Nei Pazienti che hanno una storia di malattia parodontale attiva i rischi di: Alzheimer, Demenza senile, malattie a carico dell’apparato respiratorio, obesità, cancro, Ictus, diabete, gravidanza interrotta precocemente e problemi sessuali, risultano significativamente aumentati rispetto a chi ha uno stato di salute gengivale o la Parodontite sotto controllo. Il solo infarto cardiaco ha probabilità di verificarsi tre volte maggiormente nel paziente con Parodontite rispetto al sano.
La Parodontite ha una ricaduta devastante sullo stato generale di salute del Paziente ma anche sui costi economici di gestione.
Per quanto riguarda, infatti, l’aspetto puramente economico, è sufficiente pensare che in Italia, in media, sostituire un dente perso a causa della Parodontite con un impianto costa fino a 35 volte in più rispetto ad una Seduta di igiene dentale professionale. Se poi ad essere perso è l‘impianto e non il dente naturale, inserire un nuovo impianto, con ricostruzione di tessuti molli e duri persi a causa della Perimplatite, può costare fino al 200% in più.
Le ricadute economiche si riversano anche sul SSN.
Qui sarà sufficiente riportare il risultato di uno studio dell’European Federation of Periodontology (EFP) che rileva che per l’Italia, eliminare semplicemente la Gengivite (lo stadio che precede la Parodontite) e aumentare la percentuale di diagnosi al 90% rispetto a quanto normalmente viene effettuato negli studi dentistici, potrebbe produrrerisparmi stimati nell’ordine di circa €36 miliardiin dieci anni.
A fronte di una Patologia che mostra cosi gravi conseguenze sul piano sia della salute locale (bocca) e sistemica (intero organismo), sia dell’economia personale e Nazionale, risulta difficile accettare che, come evidenziato da un Report della Società Italiana di Parodontologia (SIdP), sebbene in Italia il 60% degli adulti sia affetto da Parodontite, solo il 9% ha ricevuto diagnosi di Parodontite e solo l’1-2% ha usufruito di cure idonee e risolutive.
Un’altra indagine riporta che la sonda parodontale, strumento indispensabile per la diagnosi di Parodontite, è presente ed è utilizzata solo da un dentista su quattro.
Fortunatamente ci sono ottime notizie: la malattia Parodontale si può sconfiggere, non solo arrestandola ma addirittura ricostruendo gengive, legamento parodontale e osso che essa ha distrutto.
Il Consensus Scientifico del 2017, ha ridefinito la Malattia Parodontale in 4 Stadi e 3 Gradi. Questo ha permesso, a chi attivamente si occupa nel proprio studio dentistico di curare i Pazienti e non di sostituire semplicemente denti con impianti in titanio, di diagnosticare con precisione il livello di avanzamento della malattia e poi di definire un piano di trattamento, scientificamente validato, specifico per il singolo Paziente,
La visita parodontale specialistica
In Prima visita il Paziente viene visitato con attenzione e vengono raccolti oltre 900 dati che combinati tra loro permettono di calcolare il rischio di perdita denti e impianti, ma soprattutto di stabilire, in anticipo, la corretta strategia che consente di portare il Paziente allo stato di salute parodontale in modi e tempi definiti.
Il Paziente viene quindi inserito in un Programma, della durata variabile da uno a due anni, all’interno del quale, attraverso procedure specifiche e mininvasive viene condotto da uno stato di malattia ad uno stato di salute, dove tutti gli indici specifici della malattia vengono stabilizzati.
A conclusione della validità di quanto detto e della necessità di diagnosticare precocemente la Parodontite, curandola in maniera specialistica e corretta, uno studio pubblicato a Settembre 2025 dimostra come dopo trattamenti specialistici ed adeguati, anche le modifiche al livello del DNA tissutale, conseguenti ai processi infiammatori causati dalla Parodontite, vengono riparate e guarite.
Troppo spesso, purtroppo, i denti vengono estratti e sostituiti con gli impianti e gli impianti vengono inseriti senza valutare con attenzione le conseguenze di certe opzioni terapeutiche sulla salute e la vita dei nostri Pazienti.


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